venerdì 14 marzo 2008

Do i numeri!

ALITALIA

Debito: 1,3 miliardi
Perdite: 3 milioni al giorno
(fonte: Alitalia)

VALORE AZIONI

Dieci anni fa: 24 euro
Oggi: 0,60 euro
(fonte: Borsa Italiana)

PERDITE ALITALIA

2003: 490 milioni
Compenso AD: 1,11 milioni

2006: 629milioni
Compenso AD: 1,54 milioni
(fonti: Bilancio Alitalia)

Scrivi petrolio, leggi...

In Basilicata c’è il petrolio.
14 aree con 23 pozzi.
Nella Val d’Agri si è trovato un giacimento di petrolio enorme, da 50 miliardi di €.
Un’enorme risorsa che ha portato al comune di Viggiano circa 5 milioni di euro.
La Val d’agri ha perso il 15% della popolazione, scuole ai limiti legali per esistere, parrocchie deserte, non si fanno più figli.
Nel frattempo giovani votanti hanno aspettato per anni il posto di lavoro e ancora impazziscono inviando curriculum al nord e nel resto dell’Europa.
Oltre 3 mila giovani l’anno abbandonano il territorio lucano per cercare lavoro altrove.
Il territorio è distrutto, gli stessi contadini che si vedono passare l’oleodotto nel proprio giardino non possono più vendere i loro prodotti.
La Val d’Agri è una valle bellissima ma il petrolio ha distrutto l’agricoltura, contaminato l’aria, deprezzato le case, non ha portato ricchezza ma disoccupazione.
Alla fine questa enorme risorsa impoverisce la Basilicata!
Abbiamo un tesoro ma a vantaggio di multinazionali, Eni e Agip.
L’Eni prende solo precari, i tecnici vengono da fuori, gli oleodotti portano il petrolio a Taranto. Le compagnie danno alla Regione delle royalties che sono le più basse del mondo, solo il 7%.
L’Eni dice che il numero dei barili è basso e non paga.
Il numero dei barili è controllato dalle società stesse e la valle non è nemmeno monitorata.
Enrico Mattei sostenne che i proventi petroliferi dovevano essere divisi a metà fra paese produttore e compagnia petrolifera: 50 ai petrolieri, 50 alla collettività.
In Basilicata il petroliere paga solo il 7% di royalties e la cittadinanza non vede un quattrino ma mangia e beve le conseguenze delle estrazioni.
Oggi quel 7% viene devoluto ai politici locali, che lo utilizzano a “fin di bene”.
Usandolo per raccogliere voti e consensi, nelle mille politiche locali.