Nella sola Kabul il 40% dei bambini non può andare a scuola perché le classi sono sovraffollate, come ha comunicato il ministro dell’istruzione, Hanif Atmar. Neppure i doppi turni e le tende adibite a classi riescono a soddisfare la domanda. Nelle campagne e nelle valli i bambini sono preziosa forza lavoro e le scuole sono rare, lontane, a volte inesistenti. A ciò si aggiunge la scarsità di insegnanti che le guerre hanno indotto a emigrare nei Paesi vicini, come l’Iran o il Pakistan.
«L’idea di costruire una scuola in Afghanistan è nata alla fine del viaggio che abbiamo fatto nella primavera del 2004. Dopo aver visitato Kabul e la valle di Bamyan insieme al nostro amico Filippo Grandi, al tempo a capo del Unhcr (l’Alto commissariato dei profughi delle Nazioni unite) in Afghanistan, abbiamo deciso di fare qualcosa per aiutare la popolazione di un Paese splendido e sfortunato. All’inizio di quest’anno abbiamo costituito il “Comitato Arghosha Faraway Schools” a sostegno di scuole in zone remote e disagiate nel mondo. Siamo quattro membri fondatori: Filippo Grandi, mio fratello Paolo Lazzati, mio marito Marco Niada e la sottoscritta. Insieme siamo andati in Afghanistan a fine giugno per visitare la scuola di Arghosha con i bambini nei banchi e la nuova scuola di Sar e Qul, sempre nella provincia di Bamyan, che da settembre accoglierà 250 bambine». Luglio-agosto 2006
Hanno costruito scuole nei villaggi più sperduti dell'Afghanistan e sono riusciti a portare a scuola 1200 bambini laddove più dell'85% della popolazione è analfabeta. Quattro amici italiani: Filippo Grandi, delegato Onu prima per l'Afghanistan, ora per il Medioriente, Maria Rosario e Marco Niada ,corrispondente del Sole24ore a Londra e Paolo Lazzati, commercialista, con grande passione e impegno hanno fondato il Comitato Arghosha Faraway Schools con l'intento di portare a scuola i bambini dei paesi più poveri del mondo a cominciare dall'Afghanistan. Le scuole sono state realizzate anche con l'aiuto di Shuhada, l'organizzazione non governativa afghana che costruisce scuole e ospedali nel Paese.
«Filippo è stato l’ispiratore del viaggio, i suoi collaboratori dell’Unhcr di Bamyan ci hanno offerto l’occasione di un progetto e gli afghani stessi, insieme a tutti i donatori, ne hanno permesso la realizzazione. Noi siamo stati solo la mediazione. Quello che ci ha sorpresi è stata la velocità con un cui un’idea si è tradotta in realtà. Attraverso Shuhada, l’Organizzazione non governativa afghana che costruisce scuole e ospedali nel Paese, abbiamo costruito la scuola di Arghosha. Il costo è stato di 52 mila dollari, come da preventivo e il tempo di realizzazione soltanto tre mesi. Parenti e amici sono stati i nostri donatori che, con grande generosità, ci hanno permesso non solo di edificare la scuola e di arredarla, ma anche di finanziare il corso di aggiornamento di 100 insegnanti presso l’università di Bamyan.»
Nulla è impossibile.
mercoledì 30 gennaio 2008
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