mercoledì 23 gennaio 2008

Figli dell' odio

Giovedì scorso il governo israeliano ha chiuso la frontiera che separa Israele dalla Striscia di Gaza , impedendo così l'arrivo degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite. La decisione è stata presa in risposta all'aumento del lancio di missili contro Israele da parte dei guerriglieri.
Venerdì mattina le forze aeronautiche militari israeliane hanno attaccato la città di Gaza, uccidendo almeno un militante palestinese. Il presidente palestinese Abu Mazen ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché intimi al governo israeliano di riprendere l'esportazione di petrolio nella Striscia di Gaza. L'embargo, imposto da Israele ha causato la chiusura della centrale elettrica di Gaza e il successivo blackout in tutta la città, compromettendo la funzionalità di alcuni ospedali.

Ieri Israele ha provveduto ad inoltrare a Gaza forniture di combustibile che hanno consentito la riattivazione della centrale elettrica locale per i prossimi generi. Ma nelle Striscia, dove vivono un milione e mezzo di persone, resta forte la penuria di benzina e di generi di prima necessità.
Proprio a Rafah, fra Gaza e il territorio egiziano, è esplosa ieri la collera della popolazione palestinese quando migliaia di donne, portate sul posto da Hamas, hanno cercato di forzare i cancelli di confine e sono state respinte a forza dalle forze egiziane.
La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è estremamente preoccupante e il costo del blocco eretto da Israele si è ormai fatto inaccettabile.
L'allarme è partito oggi da Ginevra e a lanciarlo sono state la Croce rossa internazionale (Cicr), l'Unicef, l'agenzia dell'Onu per l'infanzia, e l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, nonostante la parziale attenuazione delle misure decise dalle autorità israeliane.

La situazione è particolarmente grave dal punto di vista sanitario.
In una dichiarazione, l'Oms ha chiesto che venga riattivata la corrente elettrica negli ospedali, che siano revocate le restrizioni alla circolazione di farmaci e prodotti essenziali a Gaza e che agli ammalati sia garantito l'accesso alle cure e alle strutture ospedaliere anche fuori da Gaza. I black out di elettricità, afferma ancora l'Oms, non consentono l'adeguata refrigerazione che è indispensabile per alcuni farmaci e per i vaccini. L'Unicef infine ha sottolineato l'impatto sui civili e sui bambini: "Sono sempre loro le prime vittime dei conflitti", ha detto la direttrice esecutiva dell'Agenzia dell'Onu per l'infanzia, Anne Veneman.

L’uso della forza da parte d’Israele è sempre stato spropositato e inaccettabile.
Israele è una democrazia, l’unica della sua regione. Israele ha il diritto di difendersi. Un Paese mette in pericolo la sua stessa democrazia se per difendersi supera quel limite di civiltà, arbitrario e quasi invisibile in un conflitto, ma che esiste sempre, la guerra è guerra e si combatte con armi brutali.
E ogni volta, oltre ad esseri umani in carne ed ossa, sempre più spesso bambini e donne, tra le vittime ci sono anche le opportunità di pace.
Uccidendo centinaia di innocenti e sottoponendoli a misure restrittive, Israele costringe i palestinesi a stare con Hamas e i jihadisti.
Forse non esistono interlocutori di pace in Palestina, ma certamente sono anni che Israele non ne cerca uno.
Tutto si è trasformato in una quotidianità di violenza senza più alternative.

Colpo basso

Roma, 21 gen. - "Mancata, piena solidarieta' di amici e alleati timorosi, di subire anch'essi la gogna mediatica, l'attacco strumentale e fazioso di personalita' ministeriali che dovrebbero guardare il loro passato e riflettere, piu' che aggredire, il presente e il futuro dei loro compagni di banco".
Parla così l'ex Guardasigilli Clemente Mastella, le parole che usa per spiegare le ragioni dell'abbandono dell'Udeur alla maggioranza sono taglienti come lame affilate.
E' stato ancora una volta campione di arroganza. Neppure troppo di nascosto il messaggio che ha mandato a Prodi e agli altri partiti è stato: siccome non mi avete difeso subito e chiaramente io mi chiamo fuori e vi metto nei casini. Dato che non mi avete protetto dalla magistratura io vi mollo. E' chiaramente un ricatto politico dei più meschini.
Queste dimissioni di Mastella se apparentemente possono sembrare una buona notizia per alcuni, in realtà sono una cattiva notizia per il paese. Nascono infatti da motivazioni particolaristiche dell'uomo di Ceppaloni, che ovviamente le ha date per suoi calcoli di convenienza e non per il bene degli italiani.
Se si va ad elezioni subito, il referendum elettorale non si potrà votare quest'anno (la legge prevede che in caso di elezioni anticipate il referendum slitti all'anno successivo). Questo è probabilmente il vero motivo per cui Mastella si è dimesso.
Il problema sta tutto nel referendum che è stato ammesso la settimana scorsa dalla Corte Costituzionale, e che, se votato in primavera, farebbe scomparire tanti nanetti. Tra cui l’Udeur di Mastella. Allora si comprende facilmente come il caso Lonardo, con tutto quello che ne è seguito, è stato per Mastella uno splendido appiglio per rompere, per passare da carnefice a vittima e magari, proprio sul tema giustizia, avvicinarsi al Cavaliere.