lunedì 14 gennaio 2008

"Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognano nella vostra filosofia"
William Shakespeare, Amleto

Una pagina

.."Kabul non è più, in nessun senso, una città, ma un enorme termitaio brulicante di misera umanità; un immenso cimitero impolverato. Tutto è polvere e ho sempre di più l'impressione che nella polvere che mi annerisce costantemente le mani, che mi riempie il naso, che mi entra nei polmoni, in questa polvere c'è tutto quel che resta di tutte le ossa, di tutte le regge, di tutte le case, i parchi, i fiori e gli alberi che hanno fatto un tempo di questa valle un paradiso. Settanta tipi di uva, trentatré tipi di tulipani, sette grandi giardini folti di cedri erano il vanto di Kabul. Non c'è assolutamente più nulla."...
Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra
Una descrizione che in qualche modo mi ha toccato l'anima e mi ha fatto riflettere.
Mi ha fatto pensare a quella guerra, alle guerre.. Chi ne inizia una o semplicemente l'appoggia lo fa perchè non l' ha mai provata sulla sua pelle.