Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda, Nuova Zelanda, Filippine, Germania, Danimarca, Irlanda, Spagna, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Lettonia, Lituania, Sri Lanka, Croazia, Australia, Canada, Belgio, Sudafrica, Moldova, Cuba, Bielorussia, Lesotho, Austria, Costa Rica, Namibia, Estonia, Usa Kazakistan, Argentina, Tanzania, Macedonia, Israele, Panama, Giamaica, Svizzera, Uzbekistan, Vietnam, Mzambico, Ecuador, Russia, Trinidad e Tobago, Romania, El Salvador, Slovenia, Uganda, Francia, Thailandia, Botswana, Slovacchia, Venezuela, Suriname, Ucraina, Lussemburgo, Azerbaigian, Polonia, Ungheria, Mongolia, Ghana, Repubblica ceca, Repubblica Domenicana, Albania, Georgia, Honduras, Paraguay, Kirghistan, Armenia, Grecia, Cina, Brasile, Perù, Malta, Singapore, Uruguay, Tagikistan, Bolivia, Indonesia, Cipro, Kenya.
Sono i paesi che vengono prima dell'Italia nel Global gap gender index che misura il divario tra uomini e donne in politica, economia, istruzione e salute.
Qui la classifica completa.
http://www.weforum.org/pdf/gendergap/rankings2007.pdf
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4 commenti:
L'essere semplicemente del sesso debole in che misura nega ad una donna l'accesso a cariche più o meno importanti?
Te lo chiedo perché secondo me è assurdo che si debba ancora tutelare la donna nel 2008 in paesi come l'italia. Siamo o no in meritocrazia? Questo è il nodo...
Sasa
Si sente spesso parlare di meritrocrazia in un sistema, come quello italiano, che assume ancora secondo logiche clientelari..un paradosso!
Berlusconi ha promesso che includerà 4 ministri donna nel suo governo. Nell'ultima legislatura guidata dal Cavaliere (2001-2006) c'era una sola "ministra", l'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti. Tra i 6 ministri donna di Prodi, solo la Bonino e Livia Turco dirigevano un ministero con portafoglio, le altre dipartimenti secondari.
“Le nostre donne sono più belle di quelle di sinistra è
anche più brave”. L'ennesima perla sessista del Cavaliere, durante la campagna elettorale così come la famosa battuta alla giovane precaria, ha illustrato bene lo stato della condizione femminile nella società e nella politica italiane: maschilismo rampante e forti discriminazioni. Nonostante questa volta ci siano più candidati donne che mai (circa il 25 per cento del totale),
trionfano gli stereotipi: la mamma, l'angelo del focolare,
le veline occupano tutto lo spazio sui mezzi di comunicazione, mentre dei problemi delle donne non si sente parlare quasi per niente.
L'Unione europea è al punto di sanzionare l'Italia perchè la non applicazione dei criteri di uguaglianza nelle politiche sociali e del lavoro.
L'età di pensiomento della donna è 60 anni, dell'uomo 65 anni.
Con l'aiuto della chiesa, l'Italia continua a considerare come nucleo della società la famiglia, non i cittadini.
Per questo 6 milioni di donne sono fuori dal mercato del lavoro.
La donna deve restare a casa, curare la famiglia e se ha tempo lavorare.
Non possiamo essere un paese sviluppato se l'economia rinuncia al 50% dell'energia lavorativa.
...sarai un po' maschilista anche tu?..
Io sono del parere che essere maschilisti o femministi oggi non porta a niente. Naturalmente è assurdo il "promettere" ministri del sesso debole per puro scopo propagandistico. Esplicito il mio primo commento: in Italia il problema non è dare più spazio ad un uomo a scapito di una donna, ma vivere ed essere schiavi di un sistema clientelare, come anche tu dici bene. Lo dico anche perchè penso alle varie Marina Berlusconi, Anna Maria Finocchiaro (da dove è uscita per la Sicilia se non dalle lobby PD??), milly moratti, Anna Serafini (moglie di Fassino), per non parlare delle Sandra Mastella, Augusta Vespa.
Anche le veline sono figlie di o fidanzate (?) di qualcuno.
Le vere eroine sono le casalinghe operaie, le badanti, le pensionate che mantengono uno o più figli quarantenni. Se parliamo in questi termini io credo che si debba parlare di diritti negati. Questo sì. Grave per un paese che vanta di far parte del G7.
Io? Temo le donne, sono intellettualmente superiori. Anche se non sanno fare politica.
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