mercoledì 19 dicembre 2007

Ancora Russia


Notizia di oggi: davanti ai delegati del partito Russia unita, Vladimir Putin ha accettato di diventare primo ministro di Dmitrij Medvedev, se questi vincesse le elezioni del 2 marzo. Putin ha promesso che non eserciterà alcuna autorità sul futuro presidente.
"Vi spiego come andrà: Putin sceglierà il suo successore che sarà eletto senza troppe difficoltà, i candidati dell'opposizione avranno un unico compito: quello di far credere agli ingenui osservatori stranieri che la Russia è una democrazia. E tutte le risorse dei mezzi d'informazione saranno usate per organizzare questa enorme montatura.
Verso la fine dell'anno Putin potrebbe fare qualche scelta apparentemente democratica per legittimare il suo potere agli occhi dell'occidente, probabile che preferisca mantenere una parvenza di legalità: non correrà per il terzo mandato ma si limiterà ad esercitare una forte influenza sul suo successore".
Sono le parole di Evgenij Gontmacher, un economista che ha lavorato come consigliere del governo fino al 2003.
Non sembra che abbiano qualcosa di profetico alla luce delle ultime notizie?!
L'ex presidente ha navigato serenemente, di vittoria in vittoria, su un mare di petrodollari. La Russia è seconda solo all'Arabia Saudita per la produzione di petrolio e prima al mondo per quella di gas naturale: senza il metano russo, gran parte dell'Europa si ritroverebbe al gelo.
L'immagine della Russia non è più quella di un impero in decadenza, all'estero e in patria.
Le pensioni e gli stipendi pubblici sono pagati con regolarità. L'enorme debito estero è stato saldato in anticipo sui tempi stabiliti.
Ma nel paese il divario tra ricchi e poveri è sempre più profondo, fuori dalle grandi città la miseria è ancora molto diffusa e i diritti umani non sono garantiti.
Negli ultimi anni Putin ha concentrato tutto il potere politico nelle sue mani: ha scelto personalmente i sindaci di Mosca e San Pietroburgo; spetta al Cremlino nominare i governatori delle oltre 80 regioni della Russia, in base ad un decreto del 2004.
Nella sua più totale obbedienza al Cremlino, la televisione pubblica è di gran lunga il principale strumento d' informazione del paese.
Da quando Putin è andato al potere, nel 2000, oltre una decina tra giornalisti ed esponenti dell'opposizione sono stati uccisi. I casi sono tuttora irrisolti.
Ecco il rovescio della medaglia.
Avrei dovuto intitolare questo post dermokratia, che si può tradurre con "merdocrazia".