martedì 11 dicembre 2007

Nota Bene

Un po' di tempo è passato dalla pubblicazione del mio ultimo post, essenzialmente per due motivi:
1) sto affogando tra i libri e gli appunti di diritto pubblico (materia interessante se non fosse per la mia poca voglia di studiare);
2)la mia connessione wireless che va e viene, fonte per me di ulteriore stress.
È ora che cominci a ripensare il mio blog: troppo minimal, pochi commenti, poche immagini, monotematico.
Provvederò.
Intanto volevo esprimere una riflessione su uno degli argomenti più in voga negli ultimi tempi: l'antipolitica, il male che afflligge la società italiana da qualche mese e allarma tutti i nostri rinomati politici.
In realtà la sfiducia nei confronti della politica che è emersa non è altro che il risultato della lontanza di questa dai cittadini: si vive a stento, le bollette aumentano, si muore sul lavoro e la politica non è altro che conflitto d'interessi, giochi di potere e polemiche inutili e ridicole.
Tutto fiato e tempo sprecati.
Come quelli impiegati per la riforma del sistema elettorale, manco fosse in grado di risolvere da sola i problemi di una politica frammentata e instabile.
Indubbiamente la legge elettorale influisce sul comportamento degli elettori e produce conseguenze politiche notevoli. Ma, la normalizzazione della vita politica italiana dovrebbe avvenir prima ancora che con una riforma elettorale, con l'introduzione di nuove norme sul conflitto d'interesse, ad esempio per il mercato televisivo: le recenti notizie sui presunti intrecci e collusioni tra Rai e Mediaset sembrano confermare il peso di questo tema sulle vicende politiche italiane.
Il nostro Paese, però, sembra vivere su un gigantesco conflitto d'interesse che investe ogni ambito e da cui sembra impossibile liberarsi.